Riflessioni di una neve che sarà

Una notte fredda.
La neve che scende.
La neve. E chi se la ricorda la neve?
La neve, quel leggero manto di soffice bianco che si sporca con facilità mischiandosi allo smog e a quella polvere sottile che invade la città.
E il mio pensiero, la mia mente, pensa a lei, a Bologna, città che mi ha svezzato più che cresciuto, dove ancora me li ricordo i miei giri per Piazza Trento Trieste nel gettarmi nella neve. Che quasi mi verrebbe voglia di accendere la videocamera e vedermi mentre mi butto, dopo calcoli per evitare di prendere un muretto, in quel metro di neve. Manco fossi in montagna.

E mi manca.
Mi manca Bologna e la sua neve, anche se lo scrivo in pieno ottobre, il 29 di Ottobre di un 2020 che lascia poco spazio a tante cose, comprese le mie gite per Bologna.
Perchè ad ogni DPCM che esce, il mio nodo più grande non è il non poter fare tante cose che già di norma non faccio, come fare balotta, ma il prendere un treno per andare a fare due giorni in Emilia. Con Federico che ci vive, in Emilia. Che cosa paradossale questo inseguimento di pensieri fugaci dove l’uno è sempre distante dall’altro, in questo giocoso baricentro che si ristabilizza ogni volta che uno si sposta, compra casa, entra in specialistica, mette su famiglia.

E tutto questo, mentre penso al portico di Santa Maria dei Servi, dove andai il mio primo anno di Università per vedere la Fiera di Santa Lucia, mi fa pensare agli addobbi. Ma siamo ad Ottobre, anche se sta finendo, e mancano 57 giorni a Natale e mi già mi vien da ridere appena vedo che il numero si divide per 19.

Nel frattempo, però, allego un’immagine di Bologna con la neve.
E la prendo da internet.

https://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/meteo/foto/neve-2019-1.4936371